LA MOLISANA MAGNOLIA, PER L’UNDER 17 AL VIA L’AVVENTURA ‘FINALE NAZIONALE’

Con l’entusiasmo figlio della qualificazione ottenuta col secondo posto nella poule di Senigallia e la volontà di riscattare il disappunto per la mancata conquista delle finali nazionali da parte delle ‘sorelline’ dell’Under 15, il gruppo Under 17 La Molisana Magnolia Campobasso si muove alla volta del Piemonte, laddove tra Venaria Reale e Tortona (sede della fase finale, ma anche di quella a gironi per i #fiorellinidacciaio) nella settimana a cavallo tra il 27 aprile ed il 3 maggio si assegnerà il primo scudetto giovanile, tra maschile e femminile, della stagione 2025/26.

Per le rossoblù partenza ben presto, nell’ultima domenica del quarto mese dell’anno, anche in virtù della partecipazione al momento cerimoniale che, come da tradizione, apre questo genere di eventi.

APERTURA CON GEAS Inserite nella poule D, le rossoblù inizieranno il proprio percorso al lunedì alle ore 16 contro il Geas Sesto San Giovanni in un raggruppamento comprendente anche la Firenze Academy e la Futurosa Trieste con gare sempre al pomeriggio, anche al martedì ed al mercoledì, negli slot delle 16 e delle 18. Le giornate successive, poi, saranno modulate in base al risultato dell’esordio.

«Sono tre società di spessore – spiega alla vigilia il coach delle campobassane Gabriele Diotallevi – abituate al clima delle finali nazionali. È indubbiamente una poule intricata con Geas e Firenze che abbiamo già affrontato anche in Next Gen (le lombarde presentavano alcuni elementi del gruppo junior, le toscane, così come le rossoblù, hanno testo questo gruppo più giovane contro squadre più nella media, ndr), ma anche Trieste sta mettendo in mostra belle qualità. Determinante sarà affrontare al meglio una gara alla volta nella consapevolezza di voler dare continuità al nostro percorso di crescita, dimostrando, come fatto nel finale del torneo di serie B o a Senigallia con Ferrara o Torino quelle che sono le nostre qualità. Con certezza, nessun tipo di risultato potrà mettere in discussione quanto portato avanti dal gruppo, che ha saputo andare avanti, momento dopo momento».

TRAGUARDI PROGRESSIVI Del resto, il target – per le rossoblù – non ha una conformazione ben precisa per le campobassane alla vigilia. «Ogni partita sarà una meta – spiega il trainer – e non ci dovremo dare ulteriore pressione addosso, perché il nostro percorso viene prima di tutto e non ha mutamenti da situazioni contingenti. Con certezza andremo a testa alta contro le nostre avversarie, portando avanti la nostra filosofia di gioco, laddove la presenza di interne di spessore ci porta ad effettuare delle scelte ben precise. Lo faremo con la focalizzazione di chi vuol andare oltre la tensione con la faccia tosta necessaria perché, ed è un dato di fatto, tra le migliori sedici formazioni d’Italia c’è anche la Magnolia Campobasso».

FILOSOFIA VINCENTE Ulteriore merito di un percorso che, nell’Under 15, ha visto il concetto di profondità emergerà con forza sia lo scorso anno che in questo con la componente made in Molise, dal fatturato sempre più sostanzioso, oltre che riferimento con la figura del capitano per le compagne e la capacità di ognuna di essere utile alla causa. O ancora col titolo ottenuto in Under 13 nel torneo interregionale con l’Abruzzo in forza di un gruppo con un solo elemento in categoria e le altre tutte del fronte Esordienti, biglietto da visita non indifferente per il lavoro portato avanti da Roberta Di Gregorio con un’ascesa evidente rispetto alla scorsa stagione.

«È davvero bello – chiosa Diotallevi – ammirare la crescita di queste ragazze e la chiarezza che ognuno di loro ha nel capire i momenti del percorso. Il nostro non è un basket d’istinto fatto di corri e tira, tira e corri, ma è modulato sui roster a disposizione e sulla qualità delle singole. Ogni annata, infatti, propone temi diversi dalla precedente e, ad esempio, per questa Under 17 l’avere elementi come Perini, Libardo e Padulo di un’oggettiva fisicità e propensione alla dimensione interna ci porta a proiettarci su di un certo tipo di pallacanestro. Ma in generale, ogni gruppo reca con sé storie di consapevolezze e crescita, oltre che di caratteri sempre più in formazione e consapevoli delle necessità di base per ogni situazione».